martedì 15 settembre 2015

L'ARTE DELLA SEDUZIONE

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http://amor71.blogspot.it/2015/09/el-arte-de-la-seduccion.html CLEOPATRA

Nell'anno 48 a.C. Cesare discuteva le strategie con i suoi generali,una guardia lo informò che alla porta c'era un mercante greco che le portava un dono prezioso.

L'uomo entrò reggendo sulle spalle un tappetto arrotolato :
Sciolse la corda che lo legava e.con uno scatto dei polsi,lo aprì rivelando,nascosta all'interno,la giovane Cleopatra (ventunenne) che apparve a Cesare e ai suoi ospiti seminuda come una Venere che esce delle onde.


Tutti rimasero abbagliati dalla giovane e splendida regina comparsa davanti a loro come una visione.


Li sorprendeva il suo coraggio e la sua teatralità : era giunta clandestinamente in porto durante la notte,con un solo uomo a proteggerla e disposta a rischiare tutto con un'unica mossa audace.

Nessuno,tuttavia,rimase più incantato di Cesare...Cleopatra aveva una voce

deliziosa che non mancava mai di ammaliare chi la ascoltava.

Il fascino della sua persona e della sua voce erano tali da prendere in trapola il misogino più gelido e convinto.

Cesare ne rimase stregato nell'attimo stesso in cui la vide e lei aprì bocca per parlare.


Quella sera stessa Cleopatra divenne l'amante di Cesare
.

Aveva visto donne tentare di tutto pur di tenerlo legato,ma nessuna di queste

esperienze lo aveva preparato a Cleopatra.

Una notte lei gli diceva che,insieme,avrebbero potuto rivivere la gloria di Alessandro Magno e governare il mondo come divinità.


 Quella successiva lo intratteneva vestita da Iside,circondata dall'opulenza della sua corte.
Cleopatra lo iniziò ai piaceri più decadenti,proponendosi come l'incarnazione dell'esotismo egizio.


  La vita a suo fianco era un gioco senza sosta,una sfida non minore di       quella presentata dalla guerra perchè nel momento   
   in cui Cesare si sentiva sicuro,di colpo lei si faceva fredda o in collera e   a  lui aspettava il compito di riconquistare il favore.  


Quando Cesare fu assassinato nel 44 a.C. venne sostituito da Marco Antonio.

Pocchi anni dopo,mentre Antonio era in Siria,Cleopatra lo invitò a incontrarla nella città egiziana di Tarso.

Lì,dopo averlo fatto aspettare,feci un'apparizione non di meno stupefacente di quella con cui si era presentata a Cesare.

Sul fiume Cidno comparve una magnifica chiatta d'oro con le vele purpuree.
I vogatori remavano accompagnati da una musica soave.

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Tutt'intorno alla barca c'erano splendide giovani vestite da ninfa e personaggi mitologici.

Mentre la folla intonava entusiasta il suo nome,Cleopatra sedeva sul ponte,in posa come la dea Afrodite e attorniata
da cupidi che le facevano vento.


Come tutte le vittime della regina,Marco Antonio era scosso da emozioni conflittuali.


Gli era difficile resistere ai piaceri esotici che lei gli offriva,ma voleva anche domarla -sconfiggere quella donna illustre e fiera avrebbe dimostrato la sua grandezza.

Così rimase,e come Cesare cadde lentamente sotto il suo incantesimo.
Cleopatra assencondava tutte le debolezze di Antonio:gioco d'azzardo,feste chiassose,rituali elaborati,spettacoli sontuosi.

Per indurlo a tornare a Roma,Ottavio un altro membro del triumvirato,gli offrì una moglie: la sua sorella,Ottavia,una delledonne più belle di Roma.
 

Conosciuta per la sua virtù e la sua bontà,la aristocratica sarebbe certamente riuscita a tenere Antonio lontano dalla "puttana egiziana".

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Per qualche tempo la tattica  funzionò,ma Antonio era incapace di dimenticare Cleopatra,e dopo 3 anni tornò da lei,questavolta per sempre.

Il potere di seduzione di Cleopatra  non stava nell'aspetto -erano molte le donne alessandrine considerate più belle di lei.


Ciò che la rendeva superiore a tutte era la sua capacità di far impazzire gli uomini;fu una donna che si trasformava continuamente,capace di condurre da sola lo spettacolo.

Ogni giorno cambiava abitie trucco,ma gli sceglieva sempre in modo che la rendessero simile a una dea.


La sua voce di cui parlano tutti gli scrittori,era cadenzata e inebriante.


Le parole potevano essere banali,ma le articolava con tanta dolcezza che chi la ascoltava si scopriva a ricordare non quantoaveva detto,ma come lo aveva detto.

Cleopatra  garantiva ogni sorta di intrattenimento,omaggi pubblici,false battaglie,gite,orge in costume -tutto con un tocco  di drammaticità e attuato con grande energia.


Da Cleopatra impariamo che non è la bellezza  quanto piuttosto una vena di teatralità che fa sì che una donnaincarni le fantasie maschili. 

Poco importa quanto lei sia bella; accanto a una donna un uomo si annoia e finisce per aspirare a piaceri diversi e all'avventura.


  Tutto ciò che lei deve fare per rovesciare la situazione è creare l'illusione di offrire quella varietà e quell'avventura.


Un uomo si fa ingannare facilmente dalle apparenze; tutto ciò che è visivo è il suo debole.


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Un ostacolo non farà che darvi l'opportunità di dare prova
di voi stessi,e della creatività che infondete nelle questioni amorose.

Ricordate: se non incontrate resistenza o ostacoli,dovete crearli.
Nessuna seduzione può avere luogo senza di essi.


La resistenza non fa che acuire il desiderio,infiammandolo ancora
di più.

 
OGNI SETTIMANA UNA STORIA NUOVA DI UN GRAN SEDUTTORE! 
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Norma Jean Mortesen la futura Marilyn Monroen,trascorse parte dell'infazia negli orfanatrofi di Los Angeles.

Le sue giornate erano piene di doveri che non lasciavano spazio al gioco.

A scuola se ne stava per conto suo,sorrideva di rado e fanasticava parecchio.


Un giorno quando aveva 13 anni mentre si vestiva per le lezioni,notò che la camicetta bianca,parte dell'uniforme era strappata.


Dovette prendere in prestito un maglione da una ragazza più giovane.
 

L'indumento era di parecchie taglie più piccolo,e da quel giorno,improvvisamente,i ragazzi si accorsero di Norma e presero a seguirla ovunque andasse (era molto sviluppata per la sua età)

Scrisse nel suo diario: " Mi fissavano il seno come se fosse una miniera d'oro".


Fu una rivelazione semplice,ma sorprendente.
Fino a quel momento ignorata e addirittura schernita dagli altri studenti,Norma Jean intuiva ora di avere la possibilità
di attirare l'attenzione,forse addirittura il potere,perchè era sfrenamente ambiziosa.

Cominciò a sorridere di più,a truccarsi e a vestirsi in modo diverso,e presto si accorse di una realtà altrettanto sorprendente: senza che lei facesse i dicesse alcunchè,i ragazzi si innamoravano
.

Qualche anno dopo quando Norma Jean cercò di sfondare nel cinema scoprì che i prodottori le opponevano il medesimo
ostacolo: aveva un corpo attraente,ma un viso non abbastanza grazioso per lo schermo.

Marilyn si procurava parti da comparsa e quando era in scena,anche se per pochi secondi,gli uomini impazzivano e le sale si riempivano di fischi.


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Nessuno,tuttavia,le attribuiva per questo la qualità necessarie per diventare una star.

La sua voce era gradevole,era quella di una ragazzina ma registrata continuò ad avere dei limiti.
Finchè  qualcuno non le insegnò a renderla più roca e a infonderle quel tono profondo e un po' ansimante che divenne il so segno distintivo: una voce che al tempo stesso da ragazzina e da vamp.

Marilyn dedicò anni a studiare i segreti del Maquillage (Make up) e a esercitarsi.La voce,l'andatura,il viso, erano tutte costruzioni,una recita.
 

Accordò il propio aspetto fisico come se fosse un strumento,fino trasudare sesso,e si costruì un'immagine piena di glamour.

Altre donne conoscevano altrettanti trucchi per rafforzare il propio fascino sessuale.ma a distinguere Marilyn era un fattore inconscio.


Il suo passato l'aveva privata di un elemento critico:l'affetto.


Il suo bisogno più profondo che la faceva apparire sempre vulnerabile,una bambina che desiderava essere protteta.


Emanava questa la sua necessità di amore davanti alle telecamera senza alcuno sforzo,perchè era reale e profondo.

Una parte di lei invocava sesso a gran voce,l'altra era schiva e ingenua come se fosse incapace di comprendere l'effetto
che esercitava.


 E' una miscela perversamente gratificante:dà all'uomo la cruciale illusione di essere un protettore,una figura paterna,benchè di fatto sia Lei a controllare le dinamiche della relazione.


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Una sera intorno al 1760,nel teatro dell'opera di Colonia una bella e giovane donna sedeva nel suo palco studiando  il pubblico.

Le stava accanto il marito,borgomastro della città,un uomo di mezza età,amabile ma noioso.

La giovane che osservava con il cannocchiale da teatro,notò un uomo molto attraente che indossava abiti splendidi.

Evidentemente lui si accorse del suo sguardo,perchè alla fine della rappresentazione,si presentò: si chiamava Giovanne Giacomo Casanova.


Il nuova arrivato baciò la mana della donna,la quale disse che la sera avrebbe participato a un ballo;
le sarebbe piaciuto andarci?
"Se posso osare sperare,signora che ballerete solo con me" rispose lui.

La sera successiva,dopo il ballo,la giovane si scoprì incapace di pensare ad altro che a Casanova.


Lui le aveva dato l'impressione di anticipare i suoi pensieri,era stato cosi gradevole e al tempo stesso così audace!


Pochi giorni dopo.l'uomo cenò a casa sua,e quandoil marito si fu ritirato,lei se la fece visitare.

Nel suo salottino,indicò dalla finestra un'ala della dimora che ospitava una cappella.


Lui le lesse davvero nella mente,perchè il giorno dopo si recò alla cappella per assistere alla messa,e la sera,rivendendo l'amica a teatro,menzionò di avervi notato una porta che doveva condurre alla sua camera da letto.

La giovane rise,fingendosi sorpresa.


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Nel più innocentidei toni,Casanova aggiunse che avrebbe trovato la maniera di nascondersi nella cappella l'indomani e ,quasi senza pensare,lei bisbigliò che lo avrebbe raggiunto quando tutti fossero andati a dormire.

Casanova si nascose così nel confessionale,dove restò in attesa per tutto il giorno e la sera.
C'erano i topi e non aveva nulla su cui sdraiarsi,ma quando finalmente la moglie del borgomastro arrivò,lui non si lamentò e la seguì in camera sua.


La tresca si protrasse per parecchi giorni.
La donna non vedeva l'ora che scendesse la notte;finalmente qualcosa per cui vivere,un'avventura!

Lasciava a Casanova cibo,libri e candele per alleviare le lunghe e tediose attese nella cappella.

Usare un luogo sacro per quegli scopi  sembrava immorale,ma quella consapevolezza rendeva perfino più eccitante la relazione.

Pochi giorni dopo,la donna dovette partire con il marito;al suo ritorno,Casanova era sparito,con la prontezza e la grazia con cui era arrivato.


Alcuni anni fa dopo,a Londra Miss  Pauline una giovane donna notò un'inserzione sul giornale locale.

Un gentiluomo era alla ricerca di una signora a ci affittare pare della sua  abitazione.

Miss Pauline veniva dal Portogallo e apparteneva alla nobiltà;era fuggita a Londra con il suo amante,che però era stato
costretto a rientrare in patria,e lei avrebbe dovuto aspettare  qualche tempo prima di poterlo raggiungere.

 
Ora era sola,con poco denaro e avvilita dalle squallide circostanze in cui si trovava.
Dopotutto,era stata allevata come una signora.
Rispose all'inserzione.
Il gentiluomo risultò essere Casanova e la stanza che offriva era graziosa e l'affitto basso;
in cambio,chiedeva soltanto un po' di compagnia di tanto in tanto.


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Miss Pauline traslocò.
I due presero l'abitudine di giocare a scacchi,di andare  a cavallo e discutere di letteratura.

Casanova si mostrava squisito,cortese e generoso.
Seria e di nobili sentimenti,Pauline finì per tenere in gran conto quell'amicizia.

Poi un giorno,Casanova parve cambiato,turbato e pieno di agitazione:le confesò di essersi innamorato di lei.

Pauline sarebbe di lì a poco tornata in  Portogallo per raggiungere il suo amante,e rifiutò di ascoltarlo oltre.
Invece,gli consigliò di andare a fare una cavalcata per calmarsi.


In serata tuttavia,ricevette la notizia che Casanova era caduto dal cavallo.
Sentendosi  responsabile,si precipitò da lui,che trovò al letto,e cadde tra le sue braccia,incapace di controllarsi.

Quella notte i due divennero amanti e tali rimasero per tutta la durata del soggiorno di Miss Pauline a Londra.


Tuttavia,quando arrivò  per lei il momento di tornare in Portogallo,Casanova non tentò di fermarla;anzi,la consolò osservando che si erano offerti reciprocamente l'antidoto perfetto  benchè temporaneo alle respettive solitidini, e che sarebbero rimasti amici per tutta la vita.

                          
Alcuni anni dopo, in una cittadina è spagnola una splendida ragazza di nome Ignazia uscì dalla chiesa dove si era confessata.

 Fu avvicinata da Casanova che, mentre l'accompagnava a casa,Le parlo della sua passione per il fandango e la invitò a un ballo per la sera successiva.

 Era così diverso dagli abitanti del piccolo centro,che Ignazia trovava irrimediablemente noiosi,aveva una voglia disperata di accettare.

 I suoi genitori erano contrari ma lei riuscì a persuadere la madre
a farle da chaperon.


  Dopo una indimenticabile serata di danze (lui aveva ballato il Fandango eccezionalmente bene per essere uno straniero)Casanova confessò a Ignazio de essere follemente innamorato di lei.

 La giovane rispose (piuttosto rattristata) di essere già fidanzata.


 Lui non insistette ma nei giorni successivi la compagnò ad altri balli e a combattimenti fra tori.

 In una di queste occasioni la presentò a una sua amica,una duchessa che civettò con lui nel modo più sfrontato

 Ignazia si ingelosì terribilmente.
 A quel punto era disperatamente innamorata di Casanova ma il senso del dovere e la religiosità le impedivano di coltivare i simili pensieri.


Dopo giorni di tormento, la giovane donna andò da Casanova a presagli la mano disse:
 il mio confessore ha cercato di farmi promettere che avrei fatto in modo di non restare mai sola con voi,e quando non l'ho fatto, mi ha rifiutato l'assoluzione.

 È la prima volta che mi succede una cosa del genere.
 Mi sono messa nelle mani di Dio.

Ho deciso finché resterete qui, di accondiscendere a tutti i vostri desideri.

 Quando con mio grande dolore,lascerete la Spagna mi troverò un altro confessore.

 La mia infatuazioni per voi, dopotutto è solo una follia passeggera.

 

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Casanova fu forse il più grande seduttore della storia;
poche donne seppero resistergli.

Il suo metodo era semplice:quando incontrava unadonna,la studiava,ne assencondava gli umori e gli stati d'animo.

 La moglie annoiata del borgomastro aveva bisogno di avventura e romanticismo;
 voleva qualcuno disposto a sacrificare tempo e comodità per averla.

 Ciò che mancava a Miss Pauline erano l'amicizia gli ideali elevati, la conversazione seria; voleva un uomo educato e generoso che la trattasse como una signora.
 A Ignazia mancavano sofferenza e tormento.
 La sua vita era troppo facile: per sentirsi davvero viva e avere qualcosa di reale da confessare,aveva bisogno di peccare.


 In ciascun caso, Casanova si adattò agli ideali della donna, e diede vita alla sua fantasia.

 Una volta che lei era sotto il suo incantesimo qualche espediente o un po' di calcolo bastava a sigillare le storie d'amore.(una giornata in compagnia dei ratti,una caduta da cavallo orchestrata,l'incontro con un'altra donna che rendese Ignazia gelosa)


Coltivare il piacere dei sensi è stato il mio primo obiettivo della mia via.    
Sapendo di essere destinato a piacere al gentil sesso,mi sforzavo sempre di risultare a esso gradevole.                                                
Casanova                                 

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Nel 1730 quando Jeanne Poisson aveva appena nove anni una chiromante le predisse che un giorno sarebbe stata l'amante di Luigi XV.

Era una predizione ridicola dato che apparteneva alla classe media e da secoli per tradizione gli amanti dei sovrani venivano scelte tra fra la nobiltà.

A peggiorare la situazione il padre di lei era un noto libertino mentre sua madre era stata una cortigiana.

 Fortunatamente per lei uno degli amanti della madre era un uomo immensamente ricco che prese in simpatia la graziosa bambina e volle finanziarne l'educazione.

Jeanne era bella e possedeva un fascino e una grazia che la distinsero precocemente dalle altre.


 Nel 1741 e sposò un uomo della piccola nobiltà
 Ora conosciuta como madame d'Etioles, poteva realizzare la sua grande ambizione: aprire un salotto letterario.

 Tutti i grandi scrittori e filosofi del tempo presero a frequentarlo,molti perché innamorati della padrona di casa.
 Uno di loro era Voltaire che le fu amico per tutta la vita.

Si dava il caso che una delle proprietà di campagne di suo marito confinassero con i terreni di caccia preferiti  te Luigi XV.

Jeanne spiava il sovrano attraverso la staccionata o escogitava la maniera di incontrarlo mostrandosi sempre con indumenti eleganti ma seducenti.
Presto il sovrano comincio a farle recapitare della selvaggina.


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Quando nel 1744 la sua amante  ufficiale mori tutte le bellezze di corte ambirono a pretendere il posto ma Luigi XV trascorreva sempre più tempo con madame d'Etoiles,vinto dalla sua bellezza e dal suo fascino.

Con grande stupore della corte,nello stesso anno fece di quella esponente dela classe media  la nueva amante ufficiale,conferendole il titolo di marchesa di Pompedour.


 La camera della marchesa era sempre calda e sprigionava fragranze deliziose non mancavano le delizie visive:madame Pompadeour indossava sempre un vestito diverso ciascuno a suo modo elegante e sorprendente.

 Amava i begli oggetti -porcellane finissime,ventali cinesi, vasi da fiori dorati -e ogni volta che lui andava a trovarla c'era qualcosa di nuovo e incantevole da ammirare.


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 I suoi modi erano invariabilmente spensierati non si mostrava mai risentita o sulla difensiva.

 Tutto il nome del piacere.


 E c'era la conversazione prima di allora il re non era mai stato in grado di parlare realmente con una donna o di ridere con lei; ma la marchesa poteva disertare su qualsiasi argomento,ed era un piacere sentire la sua voce.

 
 Se la conversazione languiva si sedeva al piano e suonava e cantava magnificamente.

 Se il re appariva annoiato triste madame de Pompadour gli proponeva
qualche nuova iniziativa: la costruzione di una casa di campagna per esempio.

Il re la fece addirittura duchessa,dotata di un potere e di un'influenza che andavano ben oltre la cultura e la politica .


Per 20 anni madame de Pompadour regnò si a sulla corte sia sul cuore del re,fino alla morte prematura,nel 1767,quando aveva 43 anni.

    
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 GABRIELE D'ANNUNZIO
 Nei primi anni dell'Ottocento i membri dell'alta società romana cominciarono a parlare di un giovane giornalista Gabriele Annunzio, quell'interesse ed è strano di per sé dato che l'aristocrazia italiana disprezzava chiunque non  apparteneva alla sua cerchia.

 D'Annunzio non disponeva di denaro e aveva tempo che conoscenze inoltre agli occhi degli  aristocratici appariva il irrimediabilmente brutto -basso e tarchiato,di carnagione scura e chiazzata e occhi sporgenti.

Lo giudicavano così poco attraente che lo lasciavano libero di frequentare moglie figli,felici di levarsi di torno quel cacciatore di pettegolezzi.

Non erano gli uomini a parlare D'Annunzio erano le loro mogli, lui aveva la voce più straordinaria che avessero mai udito : bassa e dolce ogni sillaba bene articolata e con un ritmo e una inflessione quasi musicali.


 Altrettanto interessanti erano le parole che quella voce pronunciava: frasi suggestive,affascinanti locuzioni, immagini poetiche, e una maniera di elargirle che scioglieva i cuori.


D'Annunzio padroneggiava l'arte della lusinga.


 Il giorno dopo avrebbe ricevuto da lui una poesia che sembrava composta appositamente per lei.
 In realtà D'Annunzio scriveva dozzine di poesie molto simili, tarantole in base alla vittima desiderata.


 Il numero delle sue conquiste erano stupefacente e così la qualità delle
stesse : non erano solo le marchese a cadere ai suoi piedi, c'erano anche grandi
artiste come l'attrice Eleonora Duse che l'aiutò a diventare un rispettato drammaturgo è una celebrità letteraria.


 La ballerina Isadora Duncan, che a sua volta finì sotto l'incantesimo
del poeta, spiegò così la magia:
"Forse l'amante più eccezionale della nostra epoca è Gabriele D'Annunzio, e questo sebbene sia piccolo,calvo e, tranne nei momenti in cui suo viso si illumina di entusiasmo brutto.


 Ma quando parla a una donna come sa fare quel viso si trasfigura così che lui diventa improvvisamente Apollo...
l'effetto che esercita sulle donne è straordinario.
Quella a cui si rivolge sente l'anima e tutto il suo essere elevarsi."


Testimone diuno dei suoi discorsi è stato lo scrittore americano Walter Starkie inizialmente rimase deluso quando il celebre D'Annunzio comparve sul balcone di Venezia: era basso e dell'aspetto grottesco.


 " A poco a poco tuttavia caddi sotto l'influsso della sua voce che penetrava nella mia consapevolezza...
Mai un gesto frettoloso o brusco... giocava con le emozione del suo pubblico come un violinista eccelso gioca con il suo Stradivari.

In migliaia tenevano gli occhi fissi su di lui, como ipnotizzati dal suo potere"

Lusingava la folla,la faceva sentire parte si un dramma.Tutto era enigmatico e carico  di suggestione.

Le parole sono una potente distrazione sessuale,un narcotico.


L'uso,del linguaggio può essere demoniaco perchè è destinato non a comunicare o a fornire informazioni,ma apersuadere,lusingare,suscitare tumulti emotivi.

 
Ricordate: è la forma che conta,non è il contenuto.


       RODOLPHO DI VALENTINA 
Quando il diciottenne Rodolfo Guglielmi lasciò l'Italia per emigrare negli Stati Uniti aveva ben poco su cui contare, fatta eccezione per un aspetto attraente e la sua abilità per ballerino.

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Per sfruttarle entrambe trovò lavoro presso i thè dansant,le sale di ballo di Manhattanche le ragazze frequentavano da sole o con le amiche,e dove ingaggiavano un ballerino professionista per qualche attimo di brivido.


Con gesti esperti lui le faceva piroettare per tutta la sala,e flirtava e chiacchierava con loro in cambio di una modesta somma di denaro.
Rodolfo -così è aggraziato,composto e carino si fece presto la fama di essere uno dei migliori.

 Grazie al suo lavoro,il giovane trascorreva molto tempo in compagnia femminile e imparò in fretta cosa piaceva alle donne come rispecchiarle in modo sottile,como metterli a loro agio(ma non troppo).
 Cominciò quindi a vestirsi e con più cura, creandosi un look personale estremamente azzimatto;danzava  con un busto sotto la camicia per apparire più snello,esibiva un orologio da polso (all'epoca
considerati effeminati) e sosteneva di essere marchese.

Nel 1915,trovò lavoro come ballerino di tango in un ristorante alla moda,e cambiò nome scegliendo il più suggestivo Rodolpho di Valentina.
Un anno dopo si trasferì a Los Angeles;voleva  cercare di sfondare a Hollywood.

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 Ormai conosciuto come Rudolph Valentino lavorò come comparsa in parecchi film a budget ridotto.
Ottenne alla fine una parte un po' più importante nel film del 1919,The Eyes of Youth,in cui interpretavail ruolo di un seduttore e attirò l'attenzione delle donne per la diversità della sua capacità di seduzione;


i gesti erano delicati e aggraziati,la pelle liscia e il viso così grazioso che,quando si chinava sulla vittimatacitandone le proteste con un bacio,appariva più eccitante che sinistro.


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 Seguì I quattro cavaglieri dell'Apocalisse,di cui u il protagonista maschile,Julio,el playboy,e quasi nel giro di una notte divenne un sex symbol grazie a una sequenza di tango in cui seduceva una giovane donna ballando con lei.


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La scena racchiudeva l'essenza del suo fascino;il movimento fluido dei piedi,l'atteggiamento quasi effeminato,combinati a un che di controllato.
Le spettatrici cadevano letteralmente in deliquio quando si portava alle labbra la mano di una donna sposata,o divideva la fragranza di una rosa con la sua amante.


Valentino sembrava prestare alle donne molta più attenzione di quanto non facessero gli altri uomini;
ma a questa delicatezza si mescolava un toco di crudeltà e minaccia che le faceva impazzire.

La seduzione era e sarà sempre la versione femminile del potere e della guerra.
 L'uomo che utilizza questa forma di potere su una donna non fa in pratica,
che ribaltare la situazione impiegando contro delle armi femminili;
 senza tuttavia perdere la sua identità maschile;
 più sottilmente femminile diventa, più efficace è la seduzione.


 Non siate di quelli persuasi che si è seduttivi solo quando si è totalmente mascolini.

L'oumo femminile  produce effetti ben più sinistri.
 Attira la donna proprio con quello che lei vuole : una presenza famigliare, compiacente aggraziata.


 Rispecchiando la psicologia femminili,mostra attenzione al suo aspetto, sensibilità al dettaglio,una punta di civetteria,ma anche un tocco di crudeltà maschile.

Le donne sono narcisiste,innamorate del  fascino propio del loro sesso.
Esibendo quel fascino,un uomo può incantare e disarmarle,rendendole così vulnerabili a una mossa audace
e mascolina.


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FASE 1 - SUSCITARE DESIDERIO E INTERESSE

1) Scegliere la vittima giusta:

-Descrizione: Tutto dipende dall'obbiettivo scelto. Studiate con calma e cura la vostra preda, e scegliete solo chi di dimostra suscettibile alle vostre malie. La vittima giusta è quella di cui potete riempire un vuoto, o quella che vede in voi una realtà esotica. Spesso è un individuo parzialmente infelice o desolato. E' impossibile infatti sedurre una persona completamente appagata. Qua va detta quindi una fondamentale della seduzione: NON POTETE SEDURRE CHIUNQUE.

-Chiavi per la seduzione: Nella vita vi capiterà spesso di trovare persone poco suscettibili alle vostre avance. Se però ci facciamo travolgere da questo, affrontiamo la vita in modo poco efficace. Il vero seduttore ama scegliere e riconoscere gli obbiettivi giusti

-Simbolo: Caccia Grossa: I leoni sono pericolosi, dar loro la caccia comporta dei pericoli. Ma la soddisfazione di catturarne uno è di gran lunga più grande che catturare una lepre o un camoscio.


2) Scegliere l'approccio indiretto

-Descrizione: Se fin dall'inizio siete troppo diretti, rischiate di suscitare una resistenza che non sarete piu un grado di abbattere. In una prima fase non deve esserci nulla del seduttore nel vostro atteggiamento. Non dovete mai essere ovvi. Riempite la periferia della vita della vittima. Scrivetele di rado, fatevi vedere in posti in cui lei va ma senza farvi notare troppo. Organizzate, se possibile, incontri senza che lei lo sappia. Fate si che sembri il destino ad agire, quindi colpite.

-Chiavi per la seduzione: L'obbiettivo del seduttore è spingere gli altri nella direzione che voi scegliete. E' un gioco pericoloso però, perchè se si accorgeranno di essere manipolati, scapperanno da voi a gambe levate. Create approcci indiretti, lasciate spazio alla casualità. Se inizierà a notarvi siete sulla buona strada.

-Simbolo: Ragnatela: Il ragno tesse la ragnatela e fa si che siano le vittime ad andare da lui. Lui nemmeno si deve muovere.


-Opposto: Se sarete troppo indiretti finirete con il far perdere l'interesse. Dovete essere tempestivi e non lasciare spazio e tempo di manovra alla vittima. Siete voi che agite, non lei.


3) Inviare segnali contrastanti:

-Descrizione: Una volta che l'altro è consapevole anche solo lontanamente della vostra presenza nella sua vita, dovete suscitarne l'interesse.

 Essere ovvi stanca e annoia e non crea di certo interesse. Dovete essere contrastanti. E' l'essenza stessa della civetteria e della seduzione. Miscelate qualità buone e cattive, errori stupidi ma mai scontati. Un'aura elusiva, enigmatica, misteriosa, creereanno il giusto desiderio.

-Chiavi per la seduzione: Nella vita siamo tutti TROPPO OVVI. Facciamo invece in modo di essere difficili da capire. Avvolgiamoci di quell'aura di mistero e elusività. Siate duri e morbidi, gentili e scontrosi. Create profondità al vostro carattere e avrete la vittima ai vostri piedi.

-Simbolo: Il sipario teatrale: Esso attira l'occhio, ma ciò che affascina è l'opera che si può nascondere dietro di esso.

-Opposto: La complessità che trasmettete non sempre potrebbe essere efficace. C'è infatti chi preferisce cose semplici e schiette, tuttavia queste persone non hanno a loro volta profondità di carattere e finiranno con l'annoiarvi presto.


4) Creare Triangoli

-Descrizione: Pochi sono attratti dall'individuo che altri evitano. Si tende sempre concentrare la propria attenzione dove va quella degli altri. Circondatevi di persone, specialmente dell'altro sesso. Apparite ricercati anche da altri, fatevi vedere in posti affollatti con amici del sesso opposto. Dovete creare l'impressione di essere desiderati.

-Chiavi per la seduzione: La vostra reputazione è fondamentale. Le altre persone devono sapere che siete un grande. Immaginate questo evento: vedete per strada un vecchio solo e triste che fa la carità e una bella donna circondata da uomini. Di sicuro, andrete dalla bella donna. Anche se nessuno vi dice che ciò è meglio, può darsi che la donna si riveli una cialtrona e il povero vecchio un uomo ricco dentro e con tanto da insegnarvi. Tuttavia siamo creature sociali profondamente influenzate dai gusti e dai desideri altrui. Le principali debolezze delle persone sono l'autostima e la vanità. Possiamo accettare il fatto che una persona sia più ricca o più intelligente di noi, ma mai e poi mai riusciremo ad accettare che sia più desiderabile.

-Simbolo: Il trofeo: Ciò che vi spinge a conquistarlo è la vista degli altri concorrenti quando l'avrete in mano.

-Opposto: Non esiste. Un vero seduttore deve apparire desiderabile agli occhi degli altr
i.


5) Suscitare ansia e scontento:

-Descrizione: E' impossibile soddisfare un individuo soddisfatto di sè. Dovete quindi installare tensione e disarmonia nella mente dell'obbiettivo. Suscitare un senso di infelicità relativamente alla sua condizione e alla sua situazione, quindi proporvi come colui che può salvarlo.

-Chiavi per la seduzione: Dovete lanciare una frecciatina. Leggera o un pò più pesante, ma far si che l'altro soffra. In questo modo si renderà conto che gli state causando delle emozioni, che non vi è indifferente, e inizierà a pensarvi sempre di più e a chiedersi come rimediare. Vedrà in voi la soluzione.

-Simbolo: La freccia di Cupido: Ciò che veramente accende il desiderio non è un tocco tenero o una lusigna, ma una ferita. Prima del desiderio deve esserci dolore.

-Opposto: Se vi spingete troppo in la, finirete con il risultare maleducati o creare una ferita troppo profonda che farà perdere ogni interesse nei vostri confronti alla vittima. Restate equilibrati.


6) Padroneggiare l'arte dell'insinuazione

-Descrizione: Non dovete essere mai troppo ovvi. Non esistono difese contro l'insinuazione, cioè l'arte di installare idee lasciando cadere allusioni che metteranno radici solo in un momento successivo e che sembreranno nate dalla mente della vittima.

-Chiavi per la seduzione: E' molto dura padroneggiare questa arte. La capacità principale è alludere e poi ritirarsi, far sembrare che ciò che è stato detto lo si è detto senza pensarci.

-Simbolo: Il seme: Nessuno saprà quali mani hanno gettato quei semi che in profondità metteranno radici e inizieranno a crescere

-Opposto: La vittima potrebbe fraintendere i segnali. State quindi attenti a cosa insinuate.


7) Entrare nello spirito.

-Descrizione: Quasi tutti vivono immersi nei loro pensieri senza curarsi troppo degli altri. Per attirarli al di fuori dal loro mondo, dovete imparere a entrare in loro e nel loro spirito.

-Chiavi per la seduzione: Dovete semplicemente apprezzare ciò che apprezzano, dargli ragione, farvi vedere tristi se loro lo sono. Così facendo si apriranno e diventaranno suscettibili alla vostra influenza.

-Simbolo: Lo specchio: Dovete riflettere come si sente la vittima

-Opposto: State molto attenti, se esagerate finirete per sembrare dei cagnolini senza personalità. Dovete mantenere comunque saldi i vostri valori e la vostra personalità.


8) Creare la tentazione

-Descrizione: Create la tentazione attraverso sguardi fugaci e commenti in apparenza innocenti ma con quel pizzico di malizia. L'abbigliamento per le donne è fondamentale. Individuate le debolezze della vittima e colpite li. Stimolate un desiderio sul futuro che sia piu forte dei dubbi e delle paure.

-Chiavi per la seduzione: Dovete stravolgere l'equilibrio della persona interessata. Abbatterne la routine e la quotidianità, presentandovi come una persona diversa e intrigante, straordinaria insomma. Non siate mai ovvi infatti, compite azioni che lasciano a bocca aperta, parlate di argomenti interessanti e stuzzicanti.

-Simbolo: La mela di Eva: Tentata, alla fine Eva cede al peccato. Siamo tutti peccatori in fondo.
 Aneliamo tutti ad avventure e situazioni a cui la moralità e la società non lasciano spazio.

-Opposto: Se l'individuo è troppo sicuro di sè, sarà dura creare tentazione e convincerlo ad abbandonare il proprio equilibrio.

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